Fratelli d'Italia - Città di Porcia - N.S. Sul progetto del Parco di Villa Correr Dolfin

L’interpretazione relativa al recupero del complesso di Villa Correr Dolfin emersa attraverso l’ambizioso progetto di restauro del Parco lascia molti dubbi in merito all’opportunità dell’intervento.

 

Di fronte a un sostanzioso impegno economico, che assomma a 2.600.000 euro, ci si sta rendendo conto della difficoltà di reperire i fondi necessari per eseguire i lavori, nonostante il Piano triennale dell’Uti del Noncello lo indichi tra le opere da cofinanziare per il Nostro Comune. Un impegno gravoso che avrebbe sicuramente molto più senso se la Villa fosse già restaurata e utilizzata.

 

Perplessità al riguardo sono espresse da molti cittadini di Porcia, che non possono essere nella maniera più assoluta rappresentati dal reiterato gruppo compiaciuto di partecipanti tanto propagandato da chi ha gestito l’operazione “PROCESSO PARTECIPATIVO”, e per molti, il recupero del complesso dovrebbe avere inizio dal corpo centrale della Villa, pregevole esempio di architettura seicentesca, che attualmente si trova in un allarmante stato di degrado propagatosi dall’esterno all’interno. Solo dopo, per l’appunto, potrebbe estendersi al suo contesto. Il parco è connaturale alla villa ed è ad essa, in primis, che deve la sua origine.

 

Riteniamo sia urgente intervenire prima su quest’ultima  e se non bastasse a testimoniarne lo stato di degrado, ma a quel punto è logico persuadersi, lo rende ancor più palese l’indecorosa transenna che si trova in prossimità della scalinata d’accesso lato nord e quelle che si trovano posizionate all’angolo nord-est, di fronte alla barchessa.

Come se non bastasse, lascia attoniti  il fatto che nel Programma triennale dei lavori pubblici 2018/2020 neanche un euro è previsto per interventi conservativi al fabbricato Villa Correr Dolfin.

 

Il Parco rischia veramente di diventare un’opera incompiuta e il suo progetto un’utopia.

 

C’è veramente un’enorme discrepanza tra gli stanziamenti effettivi e l’importo totale di spesa ipotizzato.

Con il nulla osta della Soprintendenza si dovrebbero iniziare i lavori di RESTAURO E RISANAMENTO CONSERVATIVO DEL MURO DI CINTA del Parco.

A questo proposito si vuole evidenziare l’uso disinvolto di terminologie riguardanti il restauro che lasciano più domande che risposte.

Infatti, inizialmente nella Relazione Illustrativa del progetto di fattibilità del parco è manifesta l’intenzione di “aprire un varco nel recinto per accedere all’area dalla stradina dell’asilo” (pag. 17); a quanto pare, una situazione mai esistita. Si evince anche la “previsione di un ingresso nei pressi della scuola materna di viale Correr che renda il parco transitabile” (pag. 18),  che dovrebbe essere realizzato per asservire ai grandi eventi e concerti. Il tutto, paradossalmente, ponendo molta attenzione “al muro e al suo restauro” (pag.60 e 61). L’apertura in breccia del muro è indicata anche al punto 68 del COMPUTO SOMMARIO OPERE A VERDE, dove viene espressamente dichiarata la “demolizione muratura per apertura della porta verso via Correr” (pag. 12).

Sappiamo che degli accessi inizialmente richiesti alla Soprintendenza e dallo stesso Ente ministeriale autorizzati si è passati da due a uno, ma contestualmente si rivela qualcosa che ha del miracoloso quando viene affermato che comunque “il muro non viene abbattuto da nessuna parte, si crea una porta di accesso” (Tiziana Aramonte, 31 ottobre 2017).

Sono questi aspetti che generano gli interrogativi anzidetti e connotano la gestione del progetto ai livelli più astratti.

Sulla scorta delle affermazioni fatte dalla consigliere delegata alla Villa, riteniamo sia urgente e indispensabile conoscere l’autorizzazione dell’Ente preposto alla tutela del complesso di cui è già in possesso o a conoscenza. Vi facciamo presente che la Villa, le sue dipendenze ed il Parco comprese “le mura originali in sassi” sono tutelate ai sensi della Legge 1089 del 1939 ed il vincolo è stato apposto in due momenti successivi nel 1960 e nel 1982. Quindi anche il parco di Villa Correr Dolfin è dichiarato parco di interesse storico e tutelato dal Decreto legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). A differenza di quanto si vuole far credere, il muro di cinta non è escluso dal vincolo. Inoltre in prossimità del varco che si intente realizzare, non si è ravvisata alcuna testimonianza di precedenti aperture.

E viene da chiedersi anche, se celare la rilevanza pubblica della documentazione posseduta, o presunta tale, sia sempre nell’ottica di una larga partecipazione. Questo strano punto di vista potrebbe avere indotto a delineare la realizzazione di un percorso ciclopedonale che attraversa interamente il parco e che transita sotto l’arco in pietra e laterizi fino all’estremo confine ovest, creando dubbi sulla necessità di demolire le mura per ulteriori attraversamenti, poiché un percorso ciclopedonale che collega il centro storico e Rorai Piccolo c’è già e passa proprio davanti alla Villa.

 

Si delinea una dilettantesca e bizzarra vicenda similare a quella del Campanile del Duomo, che si afferma che verrà aperto al pubblico, ma poi si viene a conoscenza che il Parroco di Porcia non è messo al corrente del fatto, e che quindi la sua apertura non è autorizzata!

 

Scettici poi anche sul proposito di inserire gli orti sociali nel complesso di Villa Correr Dolfin, riteniamo sia più adeguato a questo scopo un contesto diverso e non il Parco della Villa. Perché non creare invece un giardino botanico? Sarebbe più consono all’utilizzo proposto della Villa come luogo dove promuovere i prodotti di qualità della zona ed ospitare le startup innovative del settore agricolo. Ma non aspiravano a fare concorrenza a Villa Manin?

 

Non ci trovate contrari all’intervento previsto nella zona dell’ampliamento novecentesco come area destinata a spazio giochi e per il fitness e all’aperura lì di un nuovo accesso. In ogni caso secondo noi già si potrebbe dotare il Parco di nuovi arredi come panchine e giochi per fare in modo che chi lo frequenta lo trovi più piacevole, soprattutto le famiglie ed i bambini.

Visto che il Parco è aperto al pubblico e che come Amministrazione sono  favorevoli a promuovere il turismo a Porcia, pensiamo che un intervento seppur provvisorio (tipo una recinzione in paletti di legno o in rete metallica) vada attutato in prossimità del laghetto dove attualmente ci sono transenne e sbarramenti dall’aspetto esteticamente discutibile e che certamente danno una cattiva immagine a chi lo frequenta oppure lo visita per la prima volta. Mettere in sicurezza la fruibilità del parco  e fare l’ordinaria cura e manutenzione delle piante è una pratica che può essere attuata e non necessariamente messa in subordine ad  un progetto.

 

Il costo previsto  per l’intervento poi, corrisponde a quanto ancora manca per la realizzazione delle nuove Scuole elementari di Porcia volute in Via Roma. Ci chiediamo: non sarebbe stato più utile ipotizzare nel Piano dell’UTI un finanziamento per queste? Sono passati già tre anni e mezzo e l’unica cosa fatta per le nuove Scuole in Via Roma è la Variante n. 33 al P.R.G.C., veramente molto poco.

Viste le promesse ed i proclami vari perché non concentrarsi su quelle ed almeno concludere, realizzare qualcosa di concreto?

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